Lattosio non ti tollero!

di Marina Ottaviani

Approfondimenti e consigli per chi vive l’intolleranza al lattosio

MUFFINIl lattosio è uno zucchero presente nel latte e nei suoi derivati ed è composto da glucosio e galattosio. È presente in numerosi prodotti alimentari industriali, in quanto favorisce una buona miscelazione di coloranti e additivi ed è utilizzato frequentemente anche nei farmaci e negli integratori alimentari come eccipiente.
La digestione del lattosio avviene nell’intestino tenue ad opera della lattasi, un enzima adibito alla sua scomposizione in due zuccheri semplici.
Quando l’attività lattasica intestinale non è sufficiente a digerire il lattosio introdotto con l’alimentazione, si parla di deficit di lattasi o ipolattasia. Il lattosio non scomposto raggiunge l’intestino crasso, dove richiama acqua e viene fermentato dalla flora batterica, producendo sintomi vari come diarrea, meteorismo e dolori addominali.

Esistono tre forme di intolleranza al lattosio:

una congenita, rara, già presente nel lattante. Persiste tutta la vita imponendo la completa esclusione delle fonti di lattosio dall’alimentazione.

una primaria, la più diffusa, dovuta alla fisiologica diminuzione progressiva della lattasi dopo lo svezzamento.
Questa forma si presenta dopo i 3 anni di vita e interessa circa il 70 % della popolazione mondiale, con un picco del 100% negli asiatici e un’incidenza molto bassa, solo il 5%, nelle popolazioni del Nord Europa, Nord America e Australia. In Italia secondo alcune stime potrebbe interessare il 30% della popolazione, soprattutto al Sud, anche se non tutti presentano i sintomi con la stessa intensità.

una secondaria, legata ad alcune patologie che alterano la mucosa intestinale.
Questo è il caso della celiachia, del morbo di Crohn, enteriti virali o di abuso di antibiotici.
Questa è ovviamente una condizione reversibile che impone l’esclusione dalla dieta delle fonti di lattosio solo finché non sia ripristinata la normale struttura della mucosa intestinale.

Il Breath test è un test specifico per confermare l’intolleranza al lattosio. Si fa su richiesta medica e consiste nel soffiare in apposite provette dopo aver bevuto un liquido molto ricco di lattosio.

Gli alimenti più ricchi di lattosio sono naturalmente il latte di qualsiasi tipo (pur con qualche differenza fra mucca, bufala, pecora e capra), i formaggi freschi, il burro non chiarificato, la panna e tutto ciò che viene prodotto con questi ingredienti. Lo yogurt grazie ai suoi fermenti contiene meno lattosio del latte di origine, per cui molte persone riescono ad assumerlo senza problemi . I formaggi stagionati, tra cui in particolare il parmigiano, non contengono più il lattosio. Esistono in commercio alcuni tipi di latte trasformati per idrolisi enzimatica a bassissimo contenuto di lattosio e prodotti come yogurt e mozzarelle da essi derivati, molto validi nella dieta delle persone intolleranti in quanto ugualmente ricchi in proteine e calcio. Occorre leggere sempre le etichette perché il lattosio può essere  presente in moltissimi  altri alimenti, tra cui salumi, carne ,pesce, legumi in scatola, dadi da brodo, preparati a base di carne macinata, farmaci.

Per avere una bevanda alternativa al latte senza lattosio e senza glutine si può ricorrere al latte di soia e a quello di riso. Il latte di soia rappresenta una buona alternativa al latte di mucca in quanto contiene circa la stessa quantità di proteine, di buon valore biologico soprattutto se consumato insieme a cereali e grassi vegetali. Contiene più ferro ma è più povero di calcio ed è privo di vitamina D. In commercio si trovano anche tipi di latte di soia addizionati di calcio per avvicinarsi di più al latte tradizionale. Il latte di riso è invece molto povero in nutrienti, soprattutto di proteine, rappresenta una bevanda gradevole, di facile digestione ma non può sostituire in toto il latte vaccino per un uso abituale.

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